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Motorcycle Tour Gallo cedrone - "La grande avventura in Marocco" - Giugno 2017

Motorcycle Tour Gallo cedrone - La grande avventura in Marocco - Giugno 2017
Da Leggere
Pubblichiamo con piacere il resoconto del Tour "La grande avventura in Marocco" ricevuto dagli amici del Motorcycle Tour Gallo Cedrone.
Dall’incanto delle precedenti esperienze nel Novembre 2016 si avvia lo studio per un nuovo percorso nel cuore del Marocco.
I Partecipanti: Enrico, Gabriele, Guido, Lucio, Maurizio, Mauro, Michele, Piergiorgio, Pierluigi.
L’attrazione che esercita questo Paese del Maghreb (In arabo significa “Luogo del tramonto”) è inevitabile.
Il nostro itinerario di oltre tremila chilometri, si snoda nelle zone più seducenti e autentiche del Marocco, con Kasbah rosse di fango, souq formicanti nelle vie polverose delle città imperiali, spettacolari valli scavate da antichi fiumi (Ziz, Dràa e Dadès), percorsi che conducono a remoti villaggi abitati dai Berberi nel cuore dell’Alto Atlante, tortuosi passi del Tizi n’ Tichka e Tizi n’ Test, il Tunnel del Legionario, vecchi percorsi carovanieri, dune del Sahara (Erg Chebbi), oasi di Merzouga e di Zagorà.
Un paese che ci sconcerterà con l’intensità della sua vita, con l’inaspettata generosità ed invadenza dei suoi abitanti.
Qui i paesaggi si susseguono senza assomigliarsi, sabbie infuocate e vette nevose, burroni vertiginosi che si schiudono su campagne verdeggianti (Frutteti, campi, palmeti, roseti) dove gli uomini fanno miracoli.
Kasbah sontuose, fiabesche cittadelle di terra, Ksar di una insolita bellezza, villaggi fortificati color sabbia.
Pronti per un’esperienza unica ... si parte.
Il primo giorno ha inizio a notte fonda con il trasferimento da Verona all’aeroporto di Milano (Malpensa) per imbarcarci sul volo diretto a Malaga (Spagna).
Raggiungiamo il centro logistico per ritirare le moto e i bagagli partiti dall’Italia via terra con un autoarticolato.
Si prosegue per il porto di Tarifa (Spagna) con un percorso prevalentemente autostradale.
Un breve trasferimento via mare attraverso lo stretto di Gibilterra.
Arrivati a Tangeri (Luogo d’incontro di mille civiltà tra il Mediterraneo e l’Atlantico) si rimane immediatamente folgorati dalla sua bellezza.
Sbrigati i controlli doganali e le polizze assicurative raggiungiamo l’Hotel.
Sebbene stanchi dalla giornata il fascino della Medina ci rapisce per una rapida visita.
Il secondo giorno si riparte puntando in direzione del Rif.
Attraversiamo paesi la cui vita si snoda lungo la strada principale.
Una sosta nell’affascinante e difficilmente pronunciabile città di Chefchaouen (Città blu dal colore con cui sono state dipinte, secondo la tradizione ebraica, le pareti esterne dei suoi edifici; inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO).
Gli occhi si riempiono delle centinaia di sfumature di celeste e turchese che si possono ammirare sulle pareti delle case, sulle finestre, sui vasi, sulle rifiniture, sui tavolini e le sedie fuori dai locali.
Si prosegue in direzione Fès con arrivo nel tardo pomeriggio.
La presenza del Re del Marocco nella sua residenza di Fès blinda la città.
Superato il controllo della polizia, ai successivi incroci siamo privilegiati da corsie preferenziali per raggiungere il Riad.
Una serata incantevole sulla terrazza del Riad ci prepara ad assaporare la magia della sua Medina.
Il terzo giorno prevede un’intera giornata a Fès (Capitale culturale), la più antica delle Città Imperiali, culla della civiltà e della religione del paese.
Una visita al Palazzo Imperiale, al quartiere ebraico, a un punto panoramico prima di lasciarsi avvolgere dalle strette e intricate vie della Medina.
Nel pomeriggio la tradizione dell’Hammam e del massaggio ci prepara per la serata.
Il quarto giorno lasciata di buon mattino la città Imperiale di Fès in direzione del Medio Atlante costeggiamo il Massif du Kandar, con un paesaggio contrastante e seducente.
Dal fondo valle raggiungiamo le cime attraverso foreste, percorriamo strade in mezzo ad enormi ammassi rocciosi e vertiginosi canaloni nell’Alto Atlante.
Le strade si fanno sempre più strette e polverose.
Lungo il percorso incontriamo piccoli laghi, torrenti pietrosi e piccoli villaggi Berberi.
Attraversato il Tunnel del Legionario e la vallata dello Ziz seguiamo la corsa del fiume omonimo arrivando a Erfoud (Avamposto del deserto).
Raggiungiamo Merzouga (Con una particolare attenzione alle lingue di sabbia che attraversano la strada) al cospetto del Sahara (Erg Chebbi) con le sue maestose dune (Un detto “Targhi” recita: “Dio creò il deserto affinché gli uomini possano conoscere la loro anima”).
Lasciamo le moto nel parcheggio dell’Hotel per essere accompagnati con un fuoristrada nel campo tendato fra le dune.
Un piccolo assaggio della difficile vita nel deserto, per rientrare nel comfort del “Desert palace”.
Una cammellata al tramonto e una buona cena al cospetto delle dune e delle stelle (Così tante tutte insieme non le avevo mai viste) è sicuramente una cosa impagabile.
Il quinto giorno il percorso riprende su una strada in un territorio molto arido con spettacolari panorami del deserto.
Le lingue di sabbia del giorno precedente sono aumentate nella notte per una tempesta di sabbia causando qualche caduta senza conseguenze.
Poco dopo Rissani una breve deviazione per ammirare la Gara de Medouar, detta la prigione portoghese, un vulcano estinto scenario del film 007 Spectre.
Il primo contatto con le piste ci fa capire di prestare attenzione e prudenza.
Costeggiamo il Djebel Sarho, il Djebel Rhart e il Djebel Tadrart arriviamo alla città di Zagorà, snodo fondamentale per il commercio di un tempo e famoso luogo da dove partivano le carovane per il lungo viaggio diretto a Timbuktu (52 giorni di cammello).
Arrivati al Riad un’accoglienza deliziosa induce ad un relax in piscina.
Una breve visita alla città prima di cena completa la nostra giornata.
Il quinto giorno dall’aridità del paesaggio appare come per incanto la verdissima Valle del Dràa che si estende per oltre 80 chilometri (Un immenso palmeto considerato il più grande in Marocco e con la più ricca produzione di datteri).
Lungo le sponde del fiume omonimo fanno da sfondo imponenti montagne dal colore rossastro: il paesaggio è davvero incantevole, reso ancor più stupefacente dalle numerose kasbah e ksour in mezzo alle oasi.
Si prosegue in direzione del villaggio Berbero di Agdz.
Attraversato l’Anti Atlas (1660 metri) con indimenticabili panorami si arriva a Ouarzazate per ammirare il Taourirt (Meravigliosa kasbah fino al secolo scorso dimora del Sultano).
Lasciamo la città di Ouarzazate (Famosa anche per gli Studios cinematografici) in direzione Aït Benhaddou (Splendido castello di sabbia “Ksar” adagiato come per magia in un campo di mandorli in fiore, uno spettacolo dell’ingegneria umana, se si pensa che, come le kasbe e le più modeste case dei berberi, è costruita con il pisè: un impasto di argilla e paglia dal particolare colore rossastro che si fonde perfettamente nel paesaggio; scenario di molti film famosi come “Lawrence d’Arabia” e “Un Tè nel Deserto”, “Il Gladiatore” di tale bellezza da rientrare nel patrimonio mondiale dell’UNESCO).
Ci inerpichiamo lungo una strada tortuosa ed affascinante dell’Alto Atlante (Ex pista carovaniera) in direzione Teoulèt (Antica kasbah di El – Glaoui l’ultimo dei grandi capi tribali del Sud), raggiungendo il Tizi n’ Tichka (Spettacolare passo a 2260 metri).
Nella discesa una scivolata senza conseguenze ricorda ancora una volta di non lasciarsi prendere la mano nella guida (I numerosi camion e bus locali, per la loro età, a volte perdono gasolio o olio che possono essere fatali).
Arriviamo a Marrakech nel tardo pomeriggio e raggiungiamo, sopravvivendo al traffico, il Riad ai margini dalla Medina.
Una serata su una splendida terrazza nella Medina e una passeggiata per ammirare la Piazza di Djemaa el Fna, popolata all’imbrunire di tutti quei personaggi che arricchiscono le storie dei libri (Incantatori di serpenti, artisti, cantori, giocolieri, venditori di pozioni e centinaia di bancherelle dove acquistare qualsiasi cosa da mangiare), un’atmosfera unica, irripetibile.
Il settimo giorno è interamente dedicato alla visita di Marrakech, la città da sempre tra le più affascinanti del Nord Africa (Il souk, la cinta muraria, il Palazzo Bahia, la Scuola Coranica).
Ma a Marrakech si viene soprattutto per la sua atmosfera calda e frastornante.
Una serata nel cuore della Medina e una passeggiata nella Piazza di Djemaa el Fna.
Di buon mattino dell’ottavo giorno (È la tappa più lunga del viaggio) lasciamo la città di Marrakech in direzione di Tahnaoute.
Si percorre una strada di montagna costruita dai francesi per collegare Marrakech alla pianura del Souss e al deserto, oggi è considerata una delle vie più spettacolari del Marocco (Permette di ammirare panorami mozzafiato, tra gole, villaggi sperduti e picchi altissimi).
Si passa dalla vegetazione ad un paesaggio arido e selvaggio.
A 2092 metri di altezza, tra le montagne dell’Alto dell’Atlante, si trova il passo di Tizi n’ Test.
Terminata la discesa una foratura ci rallenta.
Si prosegue per Ouarzazate con qualche spruzzata di pioggia costeggiando il Djebel Toubkal e si punta verso la Valle del Dadés (Vallata delle mille kasbah), con arrivo in serata in un splendido Hotel incastonato tra le rocce.
Il nono giorno è la tappa più impegnativa del viaggio.
Di buon mattino si riprende in direzione delle Gole del Dadés dove ammiriamo le coltivazioni e le kasbah costruite in argilla e paglia (Decorate con la semplicità e l’austerità dello stile Berbero), con scorci pittoreschi.
Terminata la strada si prosegue su una pista che attraversa l’Atlante con scenari indescrivibili e passi fino a 2.910 metri di altezza (Tizi n’ Ouano).
Nel primo tratto della pista un taglio profondo del pneumatico posteriore ci costringe ad inserire una camera d’aria e legare la copertura al cerchione con delle cinghie.
Il gruppo si divide (I primi proseguono inconsci di quanto accaduto, i secondi rattoppata la copertura riprendono il percorso).
Dalle cime delle montagne vicine i primi tuoni non lasciano presagire nulla di buono.
Nel tratto finale della pista e nei villaggi ragazzini scalzi interrompono i giochi sfilando sul ciglio della strada in cerca di “Battere un cinque”.
Poi il diluvio.
Per la tipologia dei terreni il Marocco è famoso per le alluvioni.
La pioggia non viene assorbita dal terreno e scorre velocemente verso le valli trasformandosi in torrenti impetuosi e incontrollabili con frequenti allagamenti.
La domanda è immediata: dove sono gli altri amici?
Arriviamo al paesino di Imichil dove vengo “Salvato dalle acque” di un’improvvisa ondata di piena, decidiamo di accettare l’ospitalità offerta per la notte.
Un breve contatto telefonico con gli altri amici ci conferma che stanno bene e che anche loro sono bloccati per gli allagamenti.
Viviamo sicuramente un’esperienza forte ma allo stesso tempo seducente.
Assaporiamo l’ospitalità e la generosità oltre ogni immaginazione.
Il decimo giorno il sole ci aiuta a superare le difficoltà di un percorso segnato dalla tempesta del giorno precedente.
Pochi chilometri e un’altra foratura (I detriti portati sulla strada dall’acqua sono in prevalenza composti da ossidiana).
Nel momento della riparazione si avvicina un’auto.
Il conducente ci offre assistenza (È il meccanico e gommista di Imichil con una macchina per la macina delle sementi e produzione di farina).
Carichiamo tutte le coperture sull’autovettura e raggiungiamo l’officina per un’efficiente riparazione.
Si riprende il viaggio.
Nel frattempo l’altro gruppo di amici proseguono la loro strada, con ulteriori difficoltà e cadute (Una particolarmente dolorosa per la caviglia).
Si discende in direzione di Azrou dove le foreste di cedri prendono il posto del deserto.
Siamo tentati da un delizioso mercato delle ciliegie.
Si punta in direzione di Meknès (Città Imperiale con splendidi giardini e oltre cinquanta palazzi).
Arriviamo a Rabat (La Capitale del Regno con maestosi bastioni, la Casbah degli Oudayas, la Torre di Hassan, il Palazzo Reale) dove finalmente ci ricongiungiamo con gli amici.
Addentrati in moto nella Medina raggiungiamo il Riad per una piacevole serata di racconti.
L’undicesimo giorno si prosegue con un percorso autostradale diretto a Tangeri, dove sbrigate le formalità doganali, ci imbarchiamo per un breve trasferimento via mare attraverso lo stretto di Gibilterra.
Sbarcati a Tarifa (Spagna) rientriamo a Malaga con arrivo nel pomeriggio.
Raggiungiamo il centro logistico per imballare le moto e bagagli.

Un breve riposo in Hotel e poi una serata nel centro di Malaga.
Il dodicesimo giorno dedichiamo la prima mattinata a una breve visita nel centro e del lungomare di Malaga.
Ci trasferiamo successivamente all’aeroporto per l’imbarco sul volo diretto in Italia (Milano Malpensa) e successivo rientro a Verona.
Qualche giorno più tardi ritiriamo le moto e i bagagli presso il centro logistico.
È stata una incredibile grande esperienza alla scoperta di questo meraviglioso paese, delle tradizioni, degli stili di vita semplici ed essenziali, in particolare dell’ospitalità e della generosità della sua gente.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust).

Grazie alla Concessionaria BMW Motoves di Verona, al BMW Motorrad Club Verona, alla DSV - Area Veneto, alla Burro Trasporti per i loro servizi e collaborazione.


Michele

Galleria Immagini

 


Roadbook completo del tour in formato pdf


Richiesta Maggiori Informazioni

Per maggiori dettagli contattare Michele Gallo ad i seguenti recapiti: Phone: + 39 045 8840951 Fax: + 39 045 8869231 Mobile: + 39 335 388145 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Motoves

Per avere maggiori dettagli sulla gamma Moto, abbigliamento ed accessori BMW Motorrad e per maggiori dettagli sulle attività dal BMW Motorrad Club Verona,vi invitiamo a contattare la Concessionaria BMW Motorrad per Verona Motoves Snc telefonicamente allo 045/527092 o attraverso il loro sito Web: http://www.motoves.bmw.it oppure visitando lo  Store Motoves on-line all'indirizzo: http://www.motoves.it .


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